ULISSE SARTINI

ANTOLOGIA CRITICA

Roberto Sanesi | 1992 | Critico d’arte

Qui Sartini sembra voler rappresentare quello che si diceva una volta “il movimento delle sfere”.
In accezione metafisica.
Ma ancora in una fase di elaborazione, per la quale ciò che viene esposto è soprattutto, nella densità di uno spazio magmatico, l’energia generativa.
Difficile dire se queste energie livide, di fuoco freddo, di bagliori lampeggianti, debbano essere lette come lontana e necessaria origine dei ritratti, o non debbano piuttosto essere considerate, come credo, un parallelo dello stesso lavoro di indagine della pittura di Sartini nel corpo di una realtà (o verità) che è sempre sulla soglia di una propria definizione.
Questi frammenti di universo in formazione sono a loro volta, probabilmente, “ritratti” in formazione e stanno ai ritratti veri e propri come una sorta di contrappunto.
Tutta l’opera di Sartini, da leggersi contestualmente, è ragionevole allora che abbia da dirci, fra altre cose, questo intreccio di reale/sovrareale visionario, in un gioco di riflessi e riflessioni dal quale traspare il senso del molteplice delle apparenze come unica unità possibile.

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